Sintomi fisici con cause psicologiche nei disturbi della sfera sessuale
Solitamente chi soffre di un disturbo psicosomatico presenta evidenti segni o sintomi fisici dovuti ad un malessere psicologico trascurato, i più frequenti sono: problemi gastro intestinali e problemi dermatologici.
Nella teoria psicosomatica questi disturbi sono da ricondurre a disagi interiori e sofferenze mai del tutto assopite, e questo può essere vero anche per gli aspetti più intimi che riguardano la sfera psicologica di una persona, andando a toccare anche la sessualità.
La sessualità è fatta di relazioni, di contatto fisico, è frutto dell’incontro tra due persone ma non solo dal punto di vista fisico.
In una relazione di coppia la sessualità raggiunge livelli di intimità superiore, le emozioni dell’uno si fondono con quelle del partner, ma anche nella vita sessuale di ognuno entrano in gioco fattori importanti come l’autostima, il rapporto che si ha con il proprio corpo, l’educazione sessuale.
Prima di leggere l’articolo vi consiglio di guardare questo mio brevissimo video dove vi parlo della sindrome di Burnout:
Sessualità ed autostima
La scarsa autostima a livello sessuale può portare ad avere paura di essere rifiutati, o temere di non essere all’altezza della prestazione, possono insorgere dei sensi di colpa.
Il concetto di sé è quindi fondamentale anche nella vita sessuale di un individuo, in quanto l’idea che si ha di se stessi influisce sull’autostima e su tutti gli aspetti della nostra vita.
Quello che pensiamo di noi stessi è dovuto all’educazione che riceviamo, poi con le esperienze di vita lo elaboriamo, lo modifichiamo, lo valutiamo sulla base delle risposte altrui, e se abbiamo un carattere debole le influenze esterne possono influire molto e negativamente sul concetto di noi stessi e sulla fiducia nei nostri mezzi.
Dal punto di vista sessuale le prime esperienze sono importanti, le valutazioni del nostro primo partner definiscono una sorta di imprinting, e possono influenzare la nostra immagine, o meglio, quello che noi pensiamo sia.
Una scarsa autostima dal punto di vista sessuale può valere sia dal punto di vista dell’aspetto ma anche dal punto di vista prestazionale, quante volte abbiamo visto nei giornali di gossip frasi del tipo “è un figo ma a letto non vale niente“?
La cosa più importante è accettare noi stessi nei pregi e nei difetti, essere consci dei propri limiti può aiutare a superarli, o semplicemente vivere con serenità, anche all’interno della sfera sessuale.
Nel caso invece che non riusciamo ad accettarci, possono insorgere disturbi sessuali di origine psicologica o psicosomatica, andando a limitare la nostra vita sessuale di coppia.
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Disagi psicologici nella sessualità
Un disagio psicologico sfocia molto spesso in sintomi psicosomatici, sintomi fisici e reali dunque, ed anche la sessualità non è immune a questo tipo di meccanismo.
Tra i sintomi di un disagio psicologico troviamo infatti alcuni comuni disturbi sessuali:
- Calo del desiderio
- Disfunzioni erettili
- Anorgasmia
- Eiaculazione precoce
- Vaginismo
- dispareunia
Per analizzare questi disturbi sessuali facciamo un passo indietro e andiamo a vedere le fasi del desiderio sessuale per meglio capire il meccanismo psicologico che si innesca all’origine dei disturbi sessuali.
Le fasi della sessualità: Il ciclo di risposta sessuale
Quando si parla di disturbi sessuali legati ad una componente psicosomatica si fa riferimento a tutta una serie di problematiche che possiamo riscontrare in una delle quattro fasi di quella che viene chiamata risposta sessuale.
Le quattro fasi della sessualità sono:
- Fase del desiderio
- Fase di eccitazione
- Fase di orgasmo
- Risoluzione
Fase del desiderio
Nella prima fase, quella del desiderio, nasce un bisogno sia fisico che mentale di un rapporto sessuale, nel cervello si attiva l’area delle emozioni e si verifica un improvviso aumento di dopamina.
Quando si presenta un disturbo già in questa prima fase (calo del desiderio sessuale) si parla di desiderio ipoattivo, e consiste nell’evitare la ricerca del rapporto o di stimoli che possano innescare il desiderio.

Fase di eccitazione
Durante questa seconda fase compaiono evidenti cambiamenti fisici, con erezione del pene nell’uomo e lubrificazione della vagina e della vulva nella donna.
I disturbi sessuali possono essere quindi disturbi di tipo erettile nell’uomo o disturbi dell’eccitazione, cioè scarsa lubrificazione nella donna.
Per quel che riguarda la parte maschile, il disturbo si presenta con una non adeguata erezione, almeno non tanto da permettere un rapporto completo, e può presentarsi fin da subito oppure non mantenuta per il tempo sufficiente ad avere il rapporto sessuale.
Qualora la masturbazione si conclude con una normale e corretta erezione, si avvalora ancora di più la tesi del blocco psicologico, dovute probabilmente ad ansia e stress, scarsa autostima, clima non sereno all’interno della coppia.
Nella donna, invece, un basso livello di eccitazione non permette il rapporto sessuale a causa della scarsa lubrificazione, trasformando di fatto la penetrazione in una esperienza spiacevole e dolorosa.
Anche nel caso della donna si può risalire a problemi di ansia, conflitti nella coppia, bassa autostima, traumi del passato.
Approfondisci meglio l’argomento dei disturbi erettili
Fase di orgasmo
Nella terza fase, quella dell’orgasmo, si dovrebbe avere il picco massimo del piacere sessuale, con contrazioni ritmate.
I disturbi sessuali che possiamo trovare in questa fase sono l’eiaculazione precoce, e mancanza di eiaculazione nell’uomo e l’anorgasmia nella donna.
L’eiaculazione precoce fa si che l’uomo non riesca a trattenersi dall’eiaculare troppo presto per protrarre più a lungo il rapporto.
Nei casi più gravi l’eiaculazione avviene anche prima della penetrazione, ed anche qui se non vi sono problemi di natura fisiologica le origini psicologiche sono da cercare in ansia da prestazione, insicurezza, scarsa autostima e problemi di coppia.
Gli stessi problemi di ansia da prestazione li troviamo nell’eiaculazione ritardata e nella mancanza di eiaculazione.
Inoltre, la frustrazione per non riuscire ad avere un normale rapporto può innescare un circolo vizioso aumentando le difficoltà dell’erezione.
Nella donna come dicevamo, si può presentare invece l’anorgasmia, cioè capita che vi siano piacere ed eccitazione ma non si riesce a raggiungere l’orgasmo.
Nel caso non si sia mai raggiunto l’orgasmo si parla di anorgasmia primaria, se invece questo disturbo si presenti successivamente allora si può parlare di anorgasmia secondaria.
Conflitti nella coppia, esperienze passate traumatiche, stress e ansia, bassa autostima, sono tutte cause psicologiche che possono scatenare l’anorgasmia.
Risoluzione
La risoluzione avviene a seguito dell’orgasmo, e non è altro che un rilassamento muscolare pressoché totale unito ad una piacevole sensazione di benessere.
Se nell’uomo questo avviene rapidamente, nella donna è un processo un pochino più lento, tant’è vero che mentre un uomo ha un tempo di “latenza” tra una fase di eccitazione ed un altra, nella donna può anche accadere di avere subito nuova eccitazione oppure avere più orgasmi.
Altri disturbi sessuali di origine psicologica
Oltre ai disturbi già citati prima, esistono poi dei disturbi nella donna legati al dolore durante la penetrazione, e sono il vaginismo e la dispareunia.
Nel vaginismo abbiamo una contrazione involontaria dei muscoli vaginali non appena inizia la penetrazione, impedendola o rendendola molto dolorosa, mentre nella dispareunia la penetrazione, anche se dolorosa, è possibile.
Inoltre con la dispareunia è anche difficile arrivare all’orgasmo femminile, mentre con il vaginismo si può raggiungere con adeguata stimolazione del clitoride.
Questi disturbi provocano un grave e profondo disagio psicologico, andando ad incidere negativamente anche sulle dinamiche della coppia.
Informati meglio sulla dispareunia
Trattamenti di psicoterapia per i disturbi sessuali
Per ogni individuo la sessualità dipende anche dal benessere generale psicofisico, non si possono scindere le due cose.
Quando sono presenti ansia, blocchi psicologici, stress, problemi di coppia, tutti questi fattori si riversano inevitabilmente anche nella vita sessuale in quanto espressione stessa dello stato di un una persona.
La psicoterapia ad indirizzo sessuologico e di coppia può in questi casi essere di grande aiuto.
Bisogna capire se il problema è recente o più radicato nel passato, bisogna trovare quali problemi emotivi sono alla base del disturbo e trovare la giusta chiave per sbloccare l’emotività negativa.
Lavorare sui pensieri disfunzionali, sui sensi di colpa, sull’ansia e sull’autostima permettono al paziente di tornare a godere della propria sessualità in maniera sana e rilassata com’è giusto che sia.
Quando un disturbo ha origine psicologica o psicosomatica l’intero processo inizia dalle emozioni, spesso difficili da interpretare e con gli stessi pazienti in difficoltà ad esprimersi.
La psicoterapia è quindi un processo necessario per rimuovere i blocchi psicologici che inibiscono o rendono difficoltosa la vita sessuale, e anche se all’inizio può sembrare difficoltosa per i cambiamenti che porta a livello psicologico, è l’unica strada per una rinnovato benessere psicofisico.
La sessualità è un diritto, la psicoterapia ti permette di goderne pienamente.
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Foto di Katie Salerno